Come lo facciamo

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«Perché?»
… è questa la domanda che spesso ci sentiamo rivolgere da amici, parenti, colleghi
«Perché è giusto»
… è la naturale risposta che ci scaturisce sempre dal cuore.

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L’essenziale è invisibile agli occhi
Il Piccolo Principe
Antoine De Saint-Exupéry

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Nella società cosiddetta “occidentale” degli ultimi decenni, sempre più atomica e asfissiante, il concetto della libertà è stato forzato e violentato tramutandolo in una concezione erronea, egoista e individualista.

Una valorizzazione di singoli, a scapito dell’identità del gruppo e delle comunità, accompagnata da relazioni interpersonali sempre più frammentarie e virtuali e da una rarefazione – o addirittura perdita – dei vincoli di reciprocità e solidarietà.

In questo contesto LOVE cerca, e crea, occasioni per rafforzare i concetti di cittadinanza attiva, di  Comunità, della solidarietà e dell’impegno volontario, in un sistema che vogliamo caratterizzato e centrato sulla sussidiarietà: non creando sovrastrutture ma potenziando e moltiplicando gli effetti benefici dell’impegno.

La mediazione dell’attuale classe dirigente, e della politica “occidentale” in genere, non è in più in grado – semmai lo è stata – di cogliere e interpretare l’articolazione dei bisogni delle persone in difficoltà. La mediazione dello stato non è quindi sufficiente e talune volte nemmeno auspicabile, perché spesso mosso da interessi e obiettivi che stonano, e in certi casi si contrappongono, al benessere stesso dei Popoli.

Il “mercatismo”, il libero mercato come soluzione a tutti i mali, ha dimostrato ampliamente i propri grandi limiti e non ha contribuito, se non in minima parte, alla risoluzione dei problemi del mondo o, più in generale, a un miglioramento del tenore di vita in generale, che non sia esclusivamente misurato su parametri economici.

I consumatori/produttori del mondo moderno nei confronti delle ampliate sfide globali si ritrovano impreparati e senza guida adeguata, anche lo stesso sistema politico della democrazia riceve oggi, da più parti, feroci critiche sull’effettivo vantaggio apportato al benessere delle comunità che governa.

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«Le vie sono diverse, la meta è unica.
Non sai che molte vie conducono a una sola meta?
La meta non appartiene né alla miscredenza né alla fede; lì non sussiste contraddizione alcuna.
Quando la gente vi giunge, le dispute e le controversie che sorsero durante il cammino si appianano;
e chi si diceva l’un l’altro durante la strada “tu sei un empio”
dimentica allora il litigio, poiché la meta è unica»


AKHMET YASSAWÎ

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Il nostro impegno e le nostre azioni hanno il carattere fondamentale della gratuità, che non vuol dire “fare le cose gratis”, ma riaffermare la propria libertà rispetto ai concetti oggi predominanti di mercato e utilitarismo, con la ferma volontà di ripristinare il dominio dello spirito sulla materia, affermando il concetto della condivisione.

L’importanza del “dono” non è d’altro canto un concetto nuovo:Io ho quel che ho donato affermava D’Annunzio.

Il ruolo dei nostri soci e volontari è caratterizzato dal “nulla chiedere”, dall’esercitare sinceramente un’attività solidale senza arrogarsi il diritto di imporre determinate weltanschauung ma anzi nel trovare, con grande rispetto e umiltà, arricchimento personale nell’azione che si sta compiendo.

Il ruolo del volontario non può che essere integrativo, promozionale e innovativo di un sistema di welfare e valoriale che superi una rigida impostazione burocratica e istituzionale e si apra verso una visione più comunitaria e organica della società, influenzando non solo quindi le amministrazioni pubbliche ma gli stessi attori economici e sociali, quegli stake holder, pubblici o privati, che possano con gli strumenti a loro a disposizione agire con rinnovato spirito sociale, solidaristico, redistributivo e meritorio.

Vogliamo quindi assumerci e assolvere le nostre responsabilità sociali, fortemente affermando che oltre lo scambio c’è il dono.

E la gratuità e il dono portano con sé l’assenza di guadagno economico e la conseguente Libertà. Da ogni forma di potere e d’interesse utilitaristico.

LOVE si sostanzia quindi come testimonianza  di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo e dell’utilitarismo economico. Riaffermando quella via alternativa rispetto a quei modelli di società centrati esclusivamente sull’avere, sull’esistere e sull’apparire, in opposizione all’Essere e al Vivere.

Nell’epoca della globalizzazione e dell’instant news capita sempre più spesso che la disponibilità verso l’altro venga relegata all’invio di sms, come forma di donazione di danaro veloce e indolore, perché colpiti – forse per brevissimo tempo – da tragedie magari accadute a migliaia di chilometri da noi, a popolazioni o persone di cui magari fino a poco prima ignoravamo pure l’esistenza. Una lavatrice di coscienze, nulla più.

Dal mondialismo a un senso d’impotenza e, tramite il meccanismo della saturazione, all’indifferenza, il passo è veramente breve.

Noi riteniamo che l’approccio corretto non sia quello di fare le cose per gli altri, ma con gli altri.

È per noi basilare il coinvolgimento diretto e il protagonismo dei beneficiari delle azioni e dei progetti che costruiamo e sviluppiamo.

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Volontariato e solidarietà

Il sostegno tra gli individui e la disponibilità verso l’altro sono punti essenziali nell’azione di LOVE.

Il motto poundiano delle “idee che diventano azioni” si concreta e prende forma nei progetti e nelle attività che quotidianamente i nostri soci compiono sul proprio territorio; in maniera pulita, onesta, scevra da pregiudizi e schemi mentali.

Instaurare relazioni segnate dalla molteplicità di culture, territori e pensieri, mantenendo e valorizzando le proprie tradizioni, con sincera amicizia e rispetto; è questo lo spirito con il quale ci muoviamo nei progetti che sosteniamo al di fuori dei nostri territori, nell’ambito della solidarietà internazionale.

Consci che solo dopo aver soddisfatto i bisogni legati alle esigenze primarie psicofisiche, l’uomo possa rivolgersi con serenità a bisogni più elevati, cerchiamo nel nostro piccolo di contribuire alla soddisfazione di questi e, nei casi più tragici – che spesso costituiscono la maggior parte -, difendere e promuovere la Libertà.

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