La cucina serba in Kosovo di Battistini (La Tribuna, 22 gennaio 2014)

2014 01 22 - LaTribuna - cucina serba

Presentazione con Rumiz e Zanella

Rac­con­ta­re le ri­cet­te con i gesti che pre­pa­ra­no gli in­gre­dien­ti, li mi­sce­la­no, li cu­ci­na­no per rac­con­ta­re i gusti, i sa­po­ri, la vita di un po­po­lo che vuole con­ti­nua­re vi­ve­re nelle terre dei pro­pri avi. “Molto mi piace” (Duu­scia edi­to­re) ov­ve­ro la ga­stro­no­mia serba in terra di Ko­so­vo, libro di Sil­via Bat­ti­sti­ni (in foto la co­per­ti­na), verrà pre­sen­ta­to alle 10.30 di sa­ba­to 25 gen­na­io negli spazi del Museo ci­vi­co di Santa Ca­te­ri­na a Tre­vi­so. In­con­tro a cui, oltre al­l’au­tri­ce, par­te­ci­pa­no anche lo scrit­to­re Paolo Rumiz e Luana Za­nel­la dei Verdi che, ai temi le­ga­ti alla ga­stro­no­mia, af­fian­che­ran­no dia­lo­ghi sui viag­gi, i po­po­li, le en­cla­ve, la guer­ra, la pace e la po­ver­tà. Sil­via Bat­ti­sti­ni ha scrit­to il libro dopo avere ef­fet­tua­to un viag­gio in Ko­so­vo l’an­no scor­so per par­te­ci­pa­re, in qua­li­tà di cri­ti­ca d’ar­te, ad un con­ve­gno in cui si di­scu­te­va di come sal­va­guar­da­re il pa­tri­mo­nio ar­ti­sti­co e cul­tu­ra­le or­to­dos­so di que­sta terra già tea­tro di tra­gi­ci con­flit­ti. «I pran­zi per i par­te­ci­pan­ti al con­gres­so», spie­ga Sil­via, «erano pre­pa­ra­ti da Sve­tla­na Ste­vic, la donna che ha crea­to le cu­ci­ne po­po­la­ri serbe che ogni gior­no for­ni­sco­no un pasto a più di quat­tro­mi­la per­so­ne in­di­gen­ti di quel­la re­gio­ne. Mi hanno col­pi­to la cura e la sem­pli­ci­tà con cui erano pre­sen­ta­te le por­ta­te e la loro sa­po­ro­si­tà». Così a Sil­via è ve­nu­ta un’i­dea: rac­co­glie­re in un li­bret­to que­sti sa­pe­ri ap­par­te­nen­ti alla tra­di­zio­ne e alla cul­tu­ra dei serbi, etnia ora mi­no­ran­za in Ko­so­vo e Me­to­chia. «Tra le altre cose, ho fatto una ri­cer­ca sui pro­dot­ti ti­pi­ci e non re­pe­ri­bi­li da noi per tro­va­re quel­li ita­lia­ni che, nella rea­liz­za­zio­ne delle ri­cet­te, pos­sa­no avere un gusto si­mi­le» rac­con­ta l’au­tri­ce. Una cu­ci­na equi­li­bra­ta, non spe­zia­ta e nem­me­no pic­can­te, in cui si tro­va­no il cupus (il ca­vo­lo cap­puc­cio, ado­pe­ra­to per le in­sa­la­te e le salse che ac­com­pa­gna­no le por­ta­te) la sarma, un in­vol­ti­no di verza che con­tie­ne un im­pa­sto di carne cotta e me­sco­la­to al riso, il gitto, dolce a base di grano con ag­giun­ta di noci, e la ba­kla­va, dolce co­mu­ne nella tra­di­zio­ne dei po­po­li che vis­se­ro sotto la do­mi­na­zio­ne ot­to­ma­na. (l.z.)

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