KOSOVO / Pellegrini aggrediti a Natale

Riva del Garda, 8 novembre 2013 7:33 – (BeLoveRevolution) – Due pullman di pellegrini sono stati oggetto di una violenta sassaiola e insulti da centinaia di estremisti albanesi a Djakovica, in Kosovo, la sera della vigilia del Natale ortodosso, il 6 gennaio. I due pullman, in viaggio verso la locale chiesa ortodossa, sono stati bloccati e rispediti indietro dalle centinaia di violenti presenti, aizzati dallo stesso sindaco.

Djakovica non è nuova agli atti di intolleranza, e soprattutto di violenza, perpetuata dagli estremisti albanesi locali. Nel 2004 la chiesa ortodossa, medievale, fu distrutta con cieco furore mentre i paracadutisti italiani salvavano in extremis le monache e perpetue che vi vivevano da sicuro linciaggio. Dopo appena un mese, sul suolo dove per secoli era sorta la chiesa ortodossa, era già stato costruito, in segno di sfregio, un parcheggio.

Fortunatamente in questo frangente la missione europea Eulex, ha contribuito al ripristino della legalità e la chiesa è stata ricostruita. La tensione e l’intolleranza non sono però finite: ancora oggi, infatti, le monache che vivono all’interno non possono uscire dalle mura della chiesa, protetta dalla polizia 24 ore su 24, nemmeno per fare la spesa, senza mettere a rischio la propria incolumità da aggressioni e linciaggi.

«La comunità internazionale ha il dovere di garantire la possibilità di ritorno di tutti coloro che sono stati espulsi dal Kosovo e Metohija. E’ stato fatto per gli albanesi ma per i serbi non è ancora possibile», ha affermato Aleksandar Vulin, ministro serbo responsabile per il Kosovo e Metochia.

A Vulin lo stesso governo albanese della regione aveva ufficialmente impedito nei giorni precedenti di partecipare alla celebrazione del Natale ortodosso a Djakovica.

Da Djakovica sono fuggiti più di 12mila serbi, le loro proprietà distrutte o sequestrate, i loro cimiteri distrutti. Nessun serbo può, nel 2014, camminare per il centro del paese senza rischiare di essere aggredito. Uno schiaffo morale per l’Unione Europea che da 14 anni mantiene una costosissima missione per il ripristino della legalità – evidentemente fallimentare – e che solo qualche settimana fa, a ottobre dello scorso anno, ha cominciato i primi dialoghi di una certa importanza con l’Unione.

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– il pullman dei pellegrini con i vetri frantumati dalla sassaiola degli estremisti – 

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