Balkan Circus

«La Jugoslavite è una malattia terminale, che ti accompagna fino alla conclusione dei tuoi giorni e che ha a che fare con un mondo che non c’è più. Che se n’è andato per la volontà di alcuni che non hanno voluto credere all’unione di popoli, lingue e alfabeti». Inizia così, con le parole dell’autore Angelo Floramo, l’incontro di presentazione di Balkan Circus, a metà tra reportage narrativo di viaggio e mappa dell’anima.

Riva del Garda, 24 settembre 2013 16:08 – (BeLoveRevolution) – Nella straordinaria cornice di PordeoneLegge 2013, domenica scorsa, presso la libreria “QuoVadis”, più di cento persone hanno partecipato al dialogo tra l’autore, Maurizio Crema e la fotografa Monika Bulaj trattenendosi su Balcani, Europa e Caucaso, e con la lettura di qualche brano del libro che sa di Kusturica e di Goran Bregovic, di matrimoni e funerali, di burek e rakija.

«È inimmaginabile un viaggio senza conclusione – prosegue Floramo – Serve il tempo per svuotare le valige ma soprattutto per raccontare, per poi ripreparare i bagagli e pensare al prossimo viaggio».

Floramo che, come afferma Monika Bulaj, racconta dei Balcani “con una delicatezza commovente, tipica delle persone che amano”, parla di un’Europa che ha sempre voluto dividere e di personaggi carismatici che hanno cavalcato questa innata tendenza dei nostri popoli, perché malgrado quel che Andric sosteneva sulla naturale “condanna” dei popoli balcanici, sono in realtà solo alcuni che hanno rovinato tutto. Alcuni che hanno voluto che questo ventre scoppiasse. «Troppe volte si è parlato solo dei serbi di Sebrenica dimenticando i croati e l’Operazione Tempesta nelle Kraijne o le bande mussulmane bosniache». A ricordare che le responsabilità di alcuni non possono traslate universalmente a un popolo intero indefinitamente.

Il viaggio è comunque il punto centrale dell’incontro, viaggio che ci pone anche di fronte alle differenze del “come” lo si fa: come uno specchio, da soli, in un’esperienza totalizzante, dove ritrovare e ricercare pezzi di noi; accompagnando qualcuno, su strade già battute, riservando il grande piacere di far scoprire agli altri quello che noi abbiamo già scoperto. Ovvero all’occidentale con senso “consumo”, con la sensazione di “aver fatto”, “aver visto”, ma in realtà senza che nulla rimanga dentro.

Una dicotomia, quella tra oriente e occidente d’Europa, che si ripete anche nella vita quotidiana: da una parte la sensazione di un tempo che non passa, ancorato alle tragedie che negli ultimi vent’anni hanno devastato la Yugoslavia, e dall’altra invece la sensazione di un’Itala dove tutto è cambiato vorticosamente, perdendo origine ed equilibrio.

«Vedo nell’est, nei ragazzi di Cracovia, di Varsavia, dei Balcani una identità forte che non vedo nei nostri ragazzi – continua Floramo – e le loro case, vuote agli occhi di noi occidentali, sono invece piene delle cose importanti».

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cop balkan circus defE’ un itinerario che si snoda attraverso i Balcani, intesi come epicentro quasi mitico di un’Europa ancora tutta da esplorare che parte dalla Slovenia e arriva fino al Caucaso e alla Siberia, passando per i monti Tatra. Floramo dà vita a un insieme di intersezioni che nascono dalla scoperta di persone speciali, straordinari compagni di avventura. Incontri alle volte commoventi, altre grotteschi o ironici, esilaranti e improbabili, golosi o mirabolanti. I luoghi che descrive diventano quasi leggendari per la storia che sanno raccontare, per le energie che li attraversano. Quello che resta al lettore, alla fine, è una sorta di mappa di viaggio attraversata da una ragnatela di suggestioni.

Il libro è disponibile presso lal libreria “Quo Vadis”, in Via Brusafiera a Pordenone. 

Le prossime presentazioni in programma:

Giovedì 3 ottobre, ore 18, Libreria Ubik, TRIESTE.

Sabato 5 ottobre, ore 16, Libreria Ubik, GORIZIA.

Lunedì 7 ottobre, ore 18, Libreria Feltrinelli, MESTRE

Domenica 13 ottobre, ore 11, Libreria Pangea, PADOVA.

Giovedì 23 ottobre, ore 18, Biblioteca civica V.Joppi, UDINE.

 

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