GIOCAHOČA – un’estate davvero speciale

di Amici di Decani

Qualche amico che ha seguito lo svolgimento di GIOCAHOČA su facebook, potrebbe avere l’impressione che la manifestazione si sia degnamente conclusa, con la suggestiva sfilata dei trampolisti a Prizren. Purtroppo, sarebbe solo una lettura superficiale dell’evento, che in realtà sta continuando a gonfissime vele.

Ma andiamo con ordine. GIOCAHOČA, quale iniziativa solidale con i bambini dell’enclave serba di Velika Hoča, nasce da una felicissima intuizione di Monika Bulaj, fotografa, antropologa, scrittrice e nostra socia fondatrice (di “Amici di Decani”, ndr).
Visitando l’enclave, Monika ci suggerì di sviluppare un’azione artistico teatrale che avesse come palcoscenico l’intero villaggio. In questo modo è nata l’iniziativa.

Nel mese di maggio abbiamo ricercato i fondi, lanciato l’idea, ricevuto le adesioni sincere, di tantissimi tra ragazzi e ragazze che ci hanno aiutato a realizzare l’evento.
L’idea di base, era quella di trasformare un villaggio chiuso, assediato da una realtà politica e sociale che non rispetta la differenza, in un luogo possibile, ove poter esprimere la propria creatività e dare corpo alle speranze.
Come spesso è accaduto, ci ha guidato una semplice frase, pescata tra gli appunti di Pier Paolo Pasolini: “… ci sono poeti che scriverebbero infiniti libri sull’amicizia, ho l’impressione che a me occorra, per farlo al meglio, solamente un pallone, e una strada.”
Così si è concretizzata GIOCAHOČA.
Abbiamo iniziato con generosissimi volontari: Anna, Chiara, Monika, Angelo, Dejan, Matteo, Miljan e la nostra mascotte Kevin, a riqualificare il villaggio.
Abbiamo costruito un campo da Beach volley in un’area che era degradata e ridotta a un ammasso di rifiuti, un campo di tiro con l’arco, rinnovato l’attrezzatura sportiva della scuola.
Abbiamo lanciato la prima vera sfida tra oltre i 70 ragazzi che sono iscritti alla competizione, suddivisi in quattro squadre.

Grazie all’arrivo dei valorosissimi rinforzi, Alessandra, Audrey, Maria Giovanna, Katarina, Alessandro, Bratz, Corrado, Fabio, Tommy e Marco, siamo riusciti a impegnare i ragazzi oltre che nei vari tornei sportivi, in corsi di bricolage, pittura e tradizionali giochi comunitari, divertentissima la caccia al tesoro.
Monika si è impegnata a fondo nella realizzazione del Hoča’s Got Talent, ove ogni squadra ha presentato la propria performance artistica e da buoni italiani, per ferragosto, non è mancato un tuffo in piscina, con tanto di giochi acquatici e gavettoni.

Sul campo si sono affermati i ragazzi della squadra verde, ma come ha giustamente sottolineato la nostra Antonella, giudice, insieme ad Enrica e Katarina, del talent: “Ha vinto l’intero villaggio”.

La partecipazione popolare è stata impressionante, ai giochi, alle finali così come alle serate discotecare inventate a Matteo, che è diventato il dj più popolare di Kosovo.

Mai come in questo periodo, in un’enclave serba si è parlato così tanto italiano.

Terminata la parte ludica e salutati i primi volontari, che hanno lasciato il Kosovo e i ragazzi di Hoca, non senza qualche lacrimona, è arrivata Monika Bulaj, sostenuta dalla presenza discreta del nostro cameramen ufficiale Francesco Comello e da un altro gruppetto di amici e volontari, che non hanno fatto mancare il proprio supporto: Enrica, Martina, Roberta, Maurizio, Matteo e Francesco.
Il primo giorno è stato tragico, nessun bambino, timoroso della sfida e dell’altezza dell’attrezzo, voleva iscriversi. Solo una sapiente passeggiata di Monika sui trampoli, ha fatto esplodere la voglia nel villaggio.

Il corso è culminato in due vere e proprie azioni teatrali; una presso la collina di San Jovan, in Velika Hoča, alla presenza di Sua Grazia il Vescovo Teodosije e dell’Igumeno Sava del Monastero di Decani, Vice Presidente della nostra associazione, e l’altra, in una meravigliosa passeggiata lungo le strade di Prizren, il miglior augurio per l’inizio del nuovo anno scolastico, al Seminario e a tutti i ragazzi di Padre Andrej.

In questa parata gioiosa ed elegante, ha vinto la bellezza.
Milan Petrovic, quindici anni, trampolista di Velika Hoča ci ha confidato: “Prima di iniziare la sfilata, mentre i musicisti suonavano le nostre canzoni, ho avuto il timore che potesse accadere qualcosa di brutto, ma quando Monika ci ha portato fuori e tutta la gente si è avvicinata, sorridendo, con in mano i telefonini, per riprenderci, la paura è scomparsa ed è stata un’esperienza meravigliosa”.

Non vogliamo esagerare, ma questa sfilata ha avuto un profondo valore e significato, molto di più delle mille chiacchere vuote attorno al reciproco rispetto e tolleranza, è stata un’azione poetica, coinvolgente, un regalo all’intera città e alla sua gente.
Non potremo mai ripagare la nostra Monika, del debito che in un pomeriggio di sole, abbiamo contratto con lei, a Prizren.

Oltre al corso di trampolismo, Monika Bulaj, ha condotto i nostri giovani ragazzi in un vero e proprio workshop fotografico, insegnando loro le tecniche per una composizione equilibrata dell’immagine. Il corso realmente trasversale, ha accomunato sensibilità differenti e diverse età, da sei a diciassette anni, accomunando tutti in un risultato prodigioso, visionabile in questa gallery (clicca qui) e che speriamo, possa concretizzarsi al più presto, in una mostra italiana.

Gli elementi per mettere la parola fine a questa bellissima storia d’amore e solidarietà ci sarebbero tutti, ma, come scritto all’inizio, sarebbe veramente un errore.
GIOCAHOČA non è terminata, e proprio mentre stiamo scrivendo i ragazzi dell’enclave, continuano a sfidarsi nel campo di beach, che ormai chiamano il “nostro campo” e ne curano l’utilizzo e la pulizia, mentre scatenati fotografi, girano l’enclave con le loro Fuij al collo, non un semplice regalo, ma uno strumento artistico che permette loro di potersi pensare diversamente. Noi crediamo che il vero riscatto di questi giovani, possa iniziare da qui.

Prima di lasciare parola alle immagini, come non rivolgere un affettuoso pensiero a chi ci ha sostenuto, a chi senza gonfiare il petto per stolte e vuote parole, nel silenzio dell’operosità, senza bisogno di nulla in cambio, ha reso possibile, concretamente, questo piccolo miracolo.
Grazie dunque a Abbvie, Fuji, Loreto print e a tutti quegli amici che ancora una volta, nel momento della difficoltà, abbiamo trovato vicino: Michele, Chiara e Francesco Salvo, Roberto e Daniela Natali, Curzio Mona, Cristina Di Cocco, Giuseppe e Snezana Orsitto, Peppe Ciavarella, Stefano Benedetti, Valeria Golino, Fortunato D’Agostino, Maurizio Pinali, Francesco Gori e l’intera famiglia Petrovic di Velika Hoča.

Hanno partecipato con il cuore e con le attrezzature: Puls TV di Šilovo, Music School di Stanišhor, il M.llo Alfredo Vitelli dei Carabinieri MSU di Pristina.

Un ultimo grazie, speciale, a Chiara Pennacchioni, lei ne conosce il motivo.

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