KOSOVO / tolleranza e tutela tesori arte, impegno Italia

Cnr e ‘Amici di Decani’ organizzano convegno a prizren

Ansa Med, 31 maggio 2013, 20:00

(ANSAmed) – BELGRADO, 31 MAG – I problemi della convivenza interetnica in Kosovo fra maggioranza albanese musulmana e minoranza serba ortodossa, la necessita’ di salvaguardare il prezioso patrimonio artistico e culturale della regione e l’impegno dei militari italiani della Kfor a protezione dei tesori d’arte locali hanno animato un convegno organizzato oggi a Prizren (sud del Kosovo) dagli ‘Amici di Decani’, l’Associazione che ha organizzato una missione culturale di due giorni in Kosovo.

Dopo la tappa di ieri allo splendido monastero ortodosso di Visoki Decani, patrimonio dell’Unesco – dove studiosi, intellettuali e ricercatori si sono soffermati sulla ricerca delle ‘Radici dell’incontro’ – la missione, patrocinata tra gli altri dall’Istituto di studi sulle societa’ del Mediterraneo del Cnr, si e’ trasferita oggi a Prizren con un dibattito su ‘La semina della tolleranza’. La citta’ e’ stata una delle piu’ martoriate durante la sanguinosa guerra del Kosovo, che alla fine degli anni novanta provoco’ 13 mila morti e in seguito alla quale oltre 200 mila serbi lasciarono le loro case. Quelli che sono rimasti tuttavia vivono molto spesso in condizioni di disagio e poverta’, e sono sostenuti il piu’ delle volte dalle comunita’ monastiche, tra cui quella di Visoki Decani, che ha animato la due giorni di incontri. Al dibattito odierno sono intervenuti il vescoco Teodosije di Raska-Prizren, l’antropologa e fotografa polacca Monika Bulaj, il restauratore Carlo Giantomassi, Nino Sergi di Intersos, l’organizzazione umanitaria alla quale si deve la gran parte degli interventi sui monumenti cristiani. Il valore delle testimonianze ortodosse e’ stato sottolineato dallo storico dell’arte Valentino Pace dell’universita’ di Udine.

”Quest’area e’ la Toscana dei Balcani e gli intellettuali italiani e occidentali devono smetterla di valutarla con il sussiego e il senso egemonico che li caratterizza, solo perche’ qui non hanno operato i grandi nomi dell’arte medievale come Giotto o Simone Martini”, ha detto Pace. L’ambasciatore d’Italia in Kosovo, Michael Giffoni,ha sottolineato da parte sua l’importanza del dialogo che porta alla normalizzazione e riconciliazione. ”E’ questo il messaggio da lanciare per i 1.700 anni dall’Editto di Costantino” (sulla tolleranza religiosa).

A margine del convegno storico-culturale, conclusosi con una visita al Convento dei Santi Arcangeli distrutto nel 2004 dagli albanesi e in fase di ricostruzione, e’ stato lanciato un appello da parte di padre Andrej, prorettore del seminario di Prizren, affinche’ venga rifinanziata la missione del contingente italiano della Kfor, tradizionalmente schierato a protezione dei luoghi di arte e cultura nell’ovest del Kosovo.

E’ stato riconosciuto l’ottimo lavoro dei militari italiani, e un loro disimpegno metterebbe a rischio la sicurezza di tanti tesori d’arte. (ANSAmed).

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