Kosmet / Confiscate le case dei serbi

Sacile, 28 marzo 2013 7:23 – (BeLoveRevolution) – Nella regione non è ancora risolta, né sembra si avvii a soluzione, l’annosa questione della confisca dei beni appartenenti ai serbi e “confiscati” dall’UCK o dall’attuale rappresentanza albanese ai legittimi proprietari serbi scappati per salvare la propria vita e l’incolumità delle proprie famiglie.

Non è una questione di poco valore: è stimato che ili valore delle proprietà, trafugato tramite falsi contratti o procure, è di almeno quattro miliardi di dollari e appartiene a circa trentamila famiglie serbe. Una pratica che dal 1999 non si è mai fermata.

Le cause per il ripristino della legalità si perdono in lunghi ed estenuanti contenziosi davanti ai “legittimi” tribunali della neorepubblica del Kosovo, di fronte all’assordante silenzio della comunità nazionale che dovrebbe essere lì proprio per ripristinare la legalità.

Gli Obradovic, che da tre generazioni vivono a Pec, sono in causa con il loro vicino albanese che ha registrato a suo nome la loro proprietà con l’aiuto di due falsi testimoni. Non appena trasferita la proprietà e registrato nel catasto l’ha messa in vendita e, solo a un passo dalla stipula del contratto, gli Obradovic sono riusciti fortunatamente a interrompere la compravendita.

La famiglia Šantrić, sempre di Pec, non ha avuto la stessa fortuna e la loro proprietà è stata prima venduta e poi demolita.

Slavisa Vukosavljevic, avvocato, afferma che quasi sempre le famiglie vengono a conoscenza degli espropri troppo tardi oppure in molti altri casi si tratta di proprietà di serbi deceduti e la cui procedura di successione non è mai stata avviata.

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