Free Tibet!

Oggi, 10 marzo, ricorre il 54° anniversario dell’insurrezione di Lhasa del 1959, quando gli oppositori tibetani si rivoltarono contro gli ordinamenti cinesi.
La rivolta venne soppressa e il Dalai Lama fu costretto a scappare in India e non torno mai più in Tibet.
Negli anni successivi decine di migliaia di tibetani vennero uccisi e la Cina istituì “riforme democratiche” e decimo la resistenza tibetana con migliaia arresti.
Le “Riforme democratiche” delle istituzioni religiose portarono allo spopolamento dei monasteri, all’arresto di molti monaci e al saccheggio delle proprietà.
Dal 1962 circa 70.000 tibetani si sono rifugiati in Nepal e in India.
I tibetani che si sono dati fuoco per ricordare la tragedia del proprio popolo da inizio anno sono già 107.

LOVE non sarà presente oggi alla manifestazione che si terrà Bruxelles ma esorta tutti a pubblicare sui propri profili FB e dalle proprie finestre la bandiera del Tibet.

In solidarietà del popolo tibetano e in protesta di un mondo che pensa più agli affari terreni che allo spirito e alla libertà e quindi sereno nel rapportarsi con uno stato, quello cinese, che reprime le libertà individuali e religiose, imprigiona centinaia di migliaia di persone in campi di concentramento (i Laogai), fa del mercato degli organi umani e delle pene capitali per gli oppositori un vero e proprio business.

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