Da Trento per il Kosovo ora c’è «Love» (Trentino, 12 febbraio 2013)

TRENTO. Le costanti tensioni etniche che periodicamente agitano il Kosovo non sembrano vedere una soluzione a breve termine, e peraltro la grave disparità di trattamento cui sono sottoposte le…

2013 02 12 - Trentino - da Trento per il Kosovo

 

TRENTO. Le costanti tensioni etniche che periodicamente agitano il Kosovo non sembrano vedere una soluzione a breve termine, e peraltro la grave disparità di trattamento cui sono sottoposte le diverse etnie, non fanno altro che peggiorare la situazione. Dopo il termine del conflitto i serbi sono divenuti minoranza, e oggi la popolazione si trova a dover vivere di sussidi, scacciati dalle loro case. Oltre alle ong, sono nate associazioni che ormai da anni si prodigano per raccogliere aiuti da portare alle popolazioni. Una di queste è la «Love» di Trento. «Abbiamo avviato una serie di progetti rivolti ai bambini, tra i quali la raccolta di giocattoli – racconta Fabio Franceschini – e abbiamo appena concluso il progetto H2O che ha permesso la costruzione di trenta pozzi artesiani per fornire di acqua corrente una serie di case e località che ne erano prive». Ma come è nata la vostra associazione? «Da un gruppo di amici trentini che desiderava rafforzare il concetto di cittadinanza attiva, ma non creando sovrastrutture bensì potenziando gli effetti benefici dell’impegno personale e diretto». Attualmente l’associazione, che collabora strettamente con un’altro gruppo di volontari italiani, gli “Amici di Decani” che aiutano l’omonimo monastero ortodosso e la comunità serba che vi fa riferimento, sono impegnati i due progetti diversi, “Una casa per Ivana”, che prevede di realizzare una casa per una famiglia serba che attualmente vive in condizioni di grande indigenza, e “Il sorriso di Jolanka”, una ragazza ciliaca la cui gravidanza era a rischio e per la quale l’associazione di Trento si è impegnata con la raccolta di medicinali e derrate alimentari. (l.c.)

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