La Love porta assistenza e sorrisi alla popolazione del Kosovo (Trentino, 4 febbraio 2013)

TRENTO. Le costanti tensioni etniche che periodicamente agitano il Kosovo non sembrano vedere una soluzione a breve termine, e peraltro la grave disparità di trattamento cui sono sottoposte le…

2013 02 04 - Trentino - Love porta assistenza

TRENTO. Le costanti tensioni etniche che periodicamente agitano il Kosovo non sembrano vedere una soluzione a breve termine, e peraltro la grave disparità di trattamento cui sono sottoposte le diverse etnie, malgrado gli aiuti internazionali non certo vincolati alla appartenenza etnica, non fanno altro che peggiorare la situazione. Dopo il termine del conflitto i serbi sono divenuti minoranza, e oggi la popolazione si trova a dover vivere di sussidi, scacciati dalle loro case. Oltre alle Ong, ossia le associazioni non governative che in molti casi operano sotto l’egida dell’Onu, sono nate associazioni che ormai da anni si prodigano per raccogliere aiuti da portare alle popolazioni. Una di queste è la Love di Trento, nata qualche anno fa ed ormai ben conosciuta in Kosovo. «Abbiamo avviato una serie di progetti rivolti ai bambini, tra i quali la raccolta di giocattoli, racconta Fabio Franceschini, responsabile dell’organizzazione che ha sede a Riva del Garda, e abbiamo appena concluso il progetto H2O che ha permesso la costruzione di trenta pozzi artesiani per fornire di acqua corrente una serie di case e località che ne erano prive». Ma come è nata la vostra associazione? «Da un gruppo di amici trentini che desiderava rafforzare il concetto di cittadinanza attiva, della solidarietà e dell’impegno volontario, ma non creando sovrastrutture bensì potenziando gli effetti benefici dell’impegno personale e diretto. Il nostro impegno e le nostre azioni infatti hanno il carattere della gratuità». Attualmente l’associazione, che collabora strettamente con un altro gruppo di volontari italiani, gli “Amici di Decani” che aiutano l’omonimo monastero ortodosso e la comunità serba che vi fa riferimento, sono impegnati i due progetti diversi, “Una casa per Ivana”, che prevede di realizzare una casa per una famiglia serba che vive in condizioni di grande indigenza, e “Il sorriso di Jolanka”, una ragazza celiaca la cui gravidanza era a rischio e per la quale l’associazione di Trento si è impegnata con la raccolta di medicinali e derrate alimentari specifiche per celiaci. «Tutti i finanziamenti e i materiali che portiamo in Kosovo con i nostri “Viaggi della speranza” provengono da donazioni di privati cittadini», spiega Franceschini.

 

 

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