Kosovo. Non più sorvegliato. Ma è un vero Paese?

Riva del Garda, 12 settembre 2012 11:06 – (BeLoveRevolution) – A quattro anni e mezzo dall’autoproclamazione d’indipendenza dalla Serbia, è cessata lunedì scorso (il 10 settembre) per la regione di Kosovo e Metochia, la sorveglianza internazionale del Gruppo internazionale di orientamento sul Kosovo (International Steering Group – ISG). La fine della “sorveglianza internazionale” del Kosovo era stata nel luglio scorso a Vienna nel corso di un incontro dell’ISG a Vienna.

Si tratterebbe in sostanza del riconoscimento da parte dei 25 Paesi componenti dell’ISG dei progressi fatti dal Kosovo sulla strada della democrazia e della creazione di uno stato di diritto. Una vera e propria farsa, insomma, dato che, nonostante la Carta costituzionale del neonato stato sia tra le più avanzate, il rispetto delle minoranze – soprattutto quella serba – è di fatto una vera e propria illusione, in uno stato dove ancora oggi la parte del leone è rappresentata dalla corruzione e dai traffici illeciti, e dove gli interessi economici di chi ha determinato il bombardamento della regione con l’uranio impoverito (Albright e Generale Clark in primis, ma anche Soros ecc.) sono legati a doppio filo agli esponenti politici in prima linea, ex UÇK, Hashim Thaçi e Ramush Haradinaj, entrambi con grosse grane giudiziarie.

Proprio il “Serpente” Thaci, attuale primo ministro, ha parlato di una ”giornata storica per il Kosovo” mentre da  da Belgrado Ivica Dacic – questo si Primo Ministro – ha ribadito che Belgrado ”non riconoscera’ mai l’indipendenza di Pristina, con o senza supervisione internazionale”.

La risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza riconosce – ancora oggi – la sovranità della Serbia sulla provincia di Kosovo e Metochia. Alla fine dei bombardamenti NATO (aggressione avvenuta senza il via libera del Consiglio di sicurezza dell’Onu e sfruttando la debolezza politica di cui in quel momento soffriva la Russia) la Serbia fu costretta ad accettare il protettorato internazionale sulla sua provincia ma dichiarò che non avrebbe mai consentito di rinunciare alla sovranità su una terra che rappresenta la culla della propria identità nazionale, culturale e religiosa.

L’Unione Europea, seppur non tutti i membri riconoscono l’indipendenza della regione, ha inviato – con le parole del Kapò Schultz –  un infame ricatto alla Serbia bloccando di fatti la possibilità di ingresso se non a prezzo del riconoscimento dell’autonomia di Pristina.

Nella pratica la fine della sorveglianza non cambia nulla: Eulex, la missione per il ripristino della legalità (lungi dall’aver compiuto il proprio mandato), continuerà almeno fino al 2014 e così anche la forza militare multinazionale della Nato, la KFOR.

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