Un monastero da salvare in Kosovo

Si mobilitano Paolo Rumiz e Massimo Cacciari. Sorvegliato dai nostri soldati

Salvare un monastero per salvare un’identità culturale che è patrimonio mondiale dell’umanità. E’ il monastero ortodosso di Visoki a Decani in Kosovo, gioiello artistico e storico del 1327 dove, dalla fine della guerra del 1999, c’è il contingente italiano che lo presidia per proteggerlo dagli attacchi degli estremisti albanesi che vorrebbero distruggerlo. A sua difesa si sono mobilitati il giornalista e scrittore Paolo Rumiz e il filosofo Massimo Cacciari, rispettivamente presidente e membro del comitato direttivo dell’associazione “Amici di Decani” (si pronuncia: deciani) che è stata ufficialmente presentata sabato scorso a Roma nel “Centro russo di scienza e cultura”. Una conferenza che è servita per far conoscere tutte le iniziative che vengono prese per questo luogo particolare, dichiarato dall’Unesco uno dei cento siti più a rischio di distruzione dell’intero pianeta. Perché al suo interno vive autarchicamente una comunità composta da una trentina di monaci ortodossi, che è malvista dalla popolazione kosovaro albanese. Infatti i religiosi devono farsi scortare dai soldati italiani per muoversi in sicurezza nel territorio dell’autoproclamata Repubblica del Kosovo. Nonostante il massiccio spiegamento dei soldati NATO sul territorio, 60 mila unità alla fine della guerra del 1999, e i cinquemila alla data odierna, qui la pace non c’è ancora, e le tensioni etniche tra serbi e albanesi, entrambi nati su questo territorio, sono in escalation. . Visoki è una delle diverse enclave serbe isolate dal resto del paese, e gli “Amici di Decani”, fra cui il colonnello Angelo De Luca, il generale Danilo Errico, i docenti Valentino Pace e Nino Sergi, aiutano l’abate padre Sava con alcuni progetti fattivi. Come “H2O KM”, per finanziare la costruzione di pozzi d’acqua, perché in alcune enclavi viene tagliata; “Appartenere al futuro”, per supportare studenti universitari meritevoli; “Benvenuto Jovan”, per sostenere una famiglia di celiaci di Orahovac; e infine “Aiutiamo Kristina” una bimba malata di leucemia. Gli “Amici di Decani” vogliono anche far conoscere il grande lavoro svolto dai militari italiani, per la cui salvezza un cero arde perennemente dentro la chiesa di Visoki.

di Lieta Zanatta La Tribuna di Treviso, mercoledì 20 giugno 2012

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