Sacile è solidale: raccolta di materiale per i bimbi kosovari (Messaggero Veneto, 19 giugno 2012)

Parla il coordinatore del progetto: «Laggiù manca tutto» Servono cancelleria, giocattoli ma anche meteriale sanitario

di LIETA ZANATTA

SACILE Le aule sono vecchie e grandi, così come il corridoio dove si aprono, e dove gli studenti lasciano in fila le scarpe, appoggiate al muro, per indossare delle babbucce che non rovinino il parquet. I ragazzi scattano subito in piedi quando qualcuno entra in classe, pochi banchi, un vetro perforato da una pallottola, una grande lavagna e una stufa sull’angolo, che funziona con la legna che i ragazzi portano. Roba da libro Cuore. E invece succede ai giorni nostri. È la scuola di Velica Hoca, enclave serba in Kosovo, dove i ragazzi di Sacile di “Beloverevolution”, grazie al progetto “Accendiano la speranza”, hanno portato a fine aprile scorso degli aiuti umanitari consistenti in materiale scolastico e giochi per lo sport. Manca tutto in questa parte di mondo, un ghetto dove non c’è lavoro, vive con un’economia di sussistenza, e i pochi generi alimentari si trovano in un unico negozietto e dove c’è un bar, che serve anche piccola cucina. L’unica micro-economia esistente viene dalla cantina dei monaci appartenente al monastero di Visoki a Decani, per via dei vigneti coltivati nelle colline attorno l’enclave, per fare dell’ottima rakja, la grappa serba, del vino rosso e anche dello sherry con le visciole. Tutto qua. Non possono uscire dal ghetto, perché quelle poche automobili hanno la targa serba, che è illegale in Kosovo, e fa scattare il sequestro della vettura. A Velika Hoca c’è un monumento con un centinaio di nomi, dedicato a quegli uomini rapiti dopo la guerra del 1999, i cui corpi furono trovati svuotati degli organi, destinati al traffico clandestino. «Stiamo già organizzando il prossimo viaggio per consegnare altri aiuti che si terrà a fine agosto – dice Fabio Franceschini, il coordinatore del progetto –. Fino al 10 agosto abbiamo bisogno di raccogliere materiale didattico che va dalle penne e matite ai colori e pennarelli, blocchi per disegnare e quaderni. Materiale sportivo, come palloni di ogni genere, racchette, reti e abbigliamento nuovo. Giocattoli in buono stato e anche cibo per celiaci, in Kosovo sono praticamente introvabili». Tutto questo verrà consegnato alle scuole delle enclavi di Osojane, Vrbovac, Sarsko Lane e Velika Hoca, e all’asilo di Sarsko Lane. «Abbiamo anche bisogno di materiale sanitario di tutti i tipi – continua il sacilese –. Dai disinfettanti, siringhe, lacci emostatici, farmaci fino ai lettini sanitari e, se qualche ospedale fosse in grado di donarlo, un ecodoppler, di cui c’è assoluta necessità. Verranno consegnati nell’ospedale di Silovo, dove l’ultima volta abbiamo portato un’ambulanza, donata dal comune di Villadossola, per affiancare l’unica che avevano, con oltre 400 mila chilometri, che serve un bacino di 30 mila persone nelle enclavi». C’è anche un altro modo di contribuire. Il 23 giugno verrà organizzata alle 14 una “grigliata solidale” nella sede dell’associazione, nella zona industriale a San Quirino, a base di cevapi, ajvar, rakja e vino del monastero di Decani, analcolici, torte e insalate. Sarà possibile acquistare i prodotti del monastero. Info: 327 7751433 e 346 8499916. Lieta Zanatta

MESSAGGERO VENETO, martedì 19 giugno 2012

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