Serbia. Elezioni: vince Nikolic

Il vincitore: «Non devieremo dal percorso dell’Ue e non abbandoneremo i concittadini del Kosovo»

Rovereto, 22 maggio 2012 10:08 – (BeLoveRevolution) – Inaspettatamente ha perso Boris Tadic e con lui i riformisti lasciano la stanza dei bottoni della Serbia, dove sono rimasti dal 2000, da quando se ne andò Slobodan Milosevic. A vincere è il candidato conservatore Tomislav Nikolic, del partito Sns.

Oltre alle riassicurazioni alla UE – «La Serbia non devierà dal percorso europeo» ha detto il neoeletto presidente – Nikolic ha dichiarato che «la Serbia non abbandonerà i suoi concittadini in Kosovo e Merohija». Si apre quindi una fase di incertezza su quali saranno le scelte future e non è escluso che abbiano ripercussioni negative sul cammino europeo del paese e sul dialogo avviato da Belgrado con Pristina e con l’Unione Europea.

Seppur anche Tadic abbia sempre dichiarato l’impossibilità per la Serbia di riconoscere la regione del Kosovo e Metochia come stato indipendente, l’elezione di sembra offrire da una parte più speranze ai serbi che non vogliono perdere la regione del loro mito fondante e dall’altra qualche timore in più per un possibile irrigidimento di posizioni in vista della ripresa del dialogo con Pristina.

La signora Atifete Jahjaga, presunto presidente della cosiddetta “Repubblica del Kosovo”, ha chiesto a Nikolic di “fare quello che i suoi predecessori non hanno fatto: trovare il coraggio per l’adozione di misure atte a stabilire buone e pacifiche relazioni bilaterali” tra Serbia e Kosovo.

In merito al nuovo governo che si dovrà formare in Serbia sembra che ago della bilancia sarà costituito dalla leader socialista Ivica Dacic, il cui partito ha raddoppiato i voti ed è la terza forza politica del paese.

Come al solito i media occidentali agitano già le frasi di rito del “passato che non passa” o dei “fantasmi del Balcani” in quanto additano con la vittoria Nikolic un indubbio segnale che i toni e lo stile della politica estera di Belgrado cambieranno e che il “populismo nazionalista” la farà da padrone, favorito da una disocuppazione che sfiora il 25% e da un debito estero di 24 miliardi di euro. Nihil sub sole novi.

L’altra nemica della democrazia e dell’Occidente, oltre ai soliti noti, è oggi il Presidente dell’Argentina Kristina Kirchner, che negli ultimi 10 anni ha riportato il Paese a una crescita positiva nazionalizzando le imprese e i settori vitali per il Paese e rifiutandosi di seguire le ricette dettate dal FMI e dalla Banca Mondiale che portarono il paese alla fame nel 2001.

Chi è Tomislav Nikolic – originario di Kragujevac, ex nazionalista, con un suo passato apertamente ostile alla prospettiva di adesione della Serbia alla Ue, convertitosi su posizioni più moderate di recente. Nel 2008 è uscito dal partito radicale serbo fondato insieme a Vojislav Seselj, attualmente sotto processo per crimini di guerra al Tribunale dell’Aja. Seselj stesso insignì “Toma”, questo il soprannome di Nikolic, dell’onorificenza di “vojvoda”, duce dei cetnici. Quando nel ’99 la Nato aggredì la Serbia bombardando Nikolic era vice primo ministro di Slobodan Milosevic e membro del governo.

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