Kosmet: tensione in crescita al Nord

Kosovoska Mitrovica, 26 aprile 2012 12:31 – (BeLoveRevolution) – Nel nord del Kosovo sale la tensione in vista delle elezioni del 6 maggio in Serbia. Nei pressi del famoso ponte sull’Ibar sconosciuti hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro la sede di una associazione serbo-slovena nel settore nord; nelle scorse settimane sempre a Kosovska Mitrovica un albanese era rimasto ucciso davanti alla sua abitazione per l’esplosione di un ordigno (sconosciuti ancora i colpevoli ma è stata praticamente abbandonata la pista etnica); nelle ultime ore due serbi sono stati arrestati dalla polizia kosovara, con l’accusa di fare propaganda elettorale a favore delle elezioni amministrative e presidenziali serbe.

A seguito di questi e altri episodi la Kfor ha annunciato un rafforzamento delle proprie truppe, con l’arrivo entro il primo maggio di altri 700 soldati (tedeschi e austriaci). In tale complessa situazione, il ministro responsabile delle forze di sicurezza del Kosovo, Agim Ceku, non ha escluso l’uso della forza per risolvere la crisi nel nord del Kosovo, anche se il ricorso ad essa, ha osservato, sarebbe l’ultima ratio. Cosa questa che ha indotto Goran Bogdanovic, il ministro serbo responsabile per le questioni del Kosovo, ad accusare Pristina di avere un piano per mettere in atto azioni di forza come quelle che portarono ai violenti scontri del 17 marzo 2004.

I pogrom anti-serbi del 2004 risultarono in 19 civili uccisi, altre mille persone ferite, 800 case distrutte, 35 chiese e monasteri serbi danneggiati e migliaia di serbi furono costretti a lasciare le loro case. A Prizren l’intero quartiere serbo venne bruciato casa per casa e dei 20mila serbi che risiedevano nella città oggi sono rimasti in meno di 20.

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