Kristina: una storia di speranza

una storia di speranza e un grande obiettivo portato a termine grazie all’associazione “Amici di Decani”.

Quella che vogliamo raccontare è la storia di Kristina, una ragazza del ’99, l’anno terribile dei Balcani. Per raccontarla bene però, dobbiamo iniziare da Zoran e Stanka, i genitori.

Primi anni ’90, Stanka e Zoran vivono a Leposavic, Serbia meridionale, Kosovo. Sono giovani, si innamorano, si sposano.

Nel 1994 nasce il loro primo figlio, Stanko, poi qualche anno incerto, la politica devastante di Milosevic, l’isolamento internazionale del Paese, si inizia a sperimentare la fame, la disperazione, le speranze vacillano, il denaro si svaluta giorno dopo giorno e le fabbriche chiudono, qualcuno racconta: “ogni mattina dovevi inventarti qualcosa per riuscire a tirarti su dal letto, perché se ti colpiva la depressione eri finito, non restava che dormire e qualsiasi incubo era migliore della realtà…”.

Zoran e Stanka si inventano una figlia, nel settembre del 1999, profuga a Novi Pazar, a causa delle bombe umanitarie della Nato, nasce Kristina.

E’ una ragazza dolcissima, amata come si possono amare i figli concepiti al tempo della guerra, amata quindi, come si ama la speranza, come quando in un mondo tremendo ci si ostina al bene assoluto, come quando si vuole ad ogni costo superare il presente pensando al futuro.

Qualche peregrinazione per la famiglia e le vicende terribili dei serbi di Kosovo, costretti a vivere assediati, discriminati, incapsulati in un mondo di odio e violenza che si fa fatica ancora oggi a comprendere.

Kristina con la sua famiglia vive a nord di Mitrovica, al di là dell’Ibar, a pochi kilometri dal villaggio della famiglia Djokovic. Nole inizia a vincere i suoi primi tornei di tennis e Kristina inizia ad andare a scuola, diligente, allegra, con un sorriso che spunta all’improvviso, quando meno te lo aspetti.

Nel dicembre del 2006, poco prima del Natale, all’improvviso, la bimba inizia a soffrire di un rigonfiamento alle ghiandole del collo, fatica a restare sveglia, ha una febbre continua. Parte la trafila sanitaria che affligge i serbi di Kosovo, l’ospedale di Mitrovica e poi Belgrado, lontano da casa sette ore di auto.

Per tutto il faticoso viaggio, un fantasma accompagna la famiglia Milutinovic, scientificamente si definisce 238U gli addetti ai lavori lo chiamano in inglese, depleted uranium, Zoran ne ha sentito parlare tra gli amici, uranio impoverito. Dotte spiegazioni balistiche argomentano di elevata densità, grande capacità di penetrazione e costi ridotti, il mix perfetto per foderarci i proiettili da sparare per costruire la pace e la democrazia, alla faccia dei linfomi di Hodgkin che arriveranno.

Kristina sta molto male, un crollo della vista all’occhio sinistro e mal di testa continui. Stanka e Zoran sono terrorizzati.

La diagnosi arriva, pesante come un colpo di scure: Leucemia!

Un giorno si dovranno mappare gli incrementi di leucemia e cancro nei bambini delle zone “bombardate chirurgicamente”; qualcuno dovrà spiegare perché questo orrore sia avvenuto, dovrà cercare di far comprendere che bisogno c’era di un arma così micidiale da penetrare nelle cellule e nei geni di Kristina per cercare di mandarla a morire ancor prima della nascita.

Dal 2007 in avanti i Milutinovic vivono un inferno, sempre in bilico tra lo sconforto e la speranza, tra la vita e la morte.

Le terapie sono devastanti, Kristina si gonfia, perde i capelli, vomita, poi all’improvviso una speranza. Un trapianto di midollo osseo potrebbe far regredire il male e salvare questa giovane vita. Necessita un donatore compatibile, un chirurgo abile, una terapia lunga ed attenta ad ogni minima variazione della salute del paziente.

Stanko c’è! Il fratello è compatibile e come dice l’amico Fabio è un bel bocia, senza la minima esitazione vuol fare la propria parte per Kristina e se sarà doloroso a Stanko non importa. Kristina prima di tutto. I medici di Belgrado suggeriscono una sede differente per il trapianto. I migliori sono in Italia e Germania. Ci vogliono gli euro ed una montagna di carte e permessi per i serbi di Kosovo.

Kristina in Ospedale a Belgrado qualche mese fa

Stanka accudisce Kristina al reparto di Ematologia ed Oncologia della Clinica Pediatrica dell’Università di Belgrado, Zoran sembra un matto, il suo telefonino trilla in continuazione, prende appunti, passeggia nervoso, parla velocissimo, ha bisogno di aiuto.

Si rivolge al suo Vescovo, Teodosije, vuole informazioni, ha bisogno di sostegno, vuole lanciare una colletta per raggranellare i soldi necessari.

Il Vescovo Teodosije ci coinvolge. Con la sua voce pacata ci invita a fare qualcosa per delle persone buone ma disperate.

Nello spazio di qualche ora una macchina complessa si mette al lavoro. Bisogna scegliere tra i migliori medici italiani e la scelta cade sul Prof. Franco Locatelli di Pavia che opera presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, il costo dell’intervento è di 154.000,00 euro, poi, il tempo, per verificare l’esito del trapianto, cinque mesi almeno di day hospital.

Ci si impegna duramente, con passione, insieme alla diocesi del Vescovo Teodosije, quella di Raska e Prizren, quella del Kosovo.

Lanciamo un appello a tutti gli uomini di buona volontà, per raccogliere il denaro, per organizzare il trasferimento ed il soggiorno, per cercare di dare a Kristina una speranza, la speranza.

La cifra è impegnativa, ma si apre la porta della solidarietà. Benefattori di ogni nazionalità contribuiscono, i nostri, sono commoventi come al solito, a loro non piace essere “taggati”, sono Antonio, Beatrice, Francesca, Francesco, Giovanni, Guglielmo, Letizia e Teresa, nomi semplici, cuori solidali.

Si trovano i soldi per l’intervento, la sistemazione per sei mesi a Roma, i transiti aerei, i visti, i passaporti.

Ce l’abbiamo fatta in 15 giorni, la vita di Kristina si gioca contro il tempo.

Domani 6 febbraio, alle ore otto del mattino, Kristina prenderà un volo Roma Belgrado, tra quindici giorni il trapianto, a Dio piacendo, per la fine di agosto di nuovo in Serbia, a Leposavic, Kosovo, a casa.

Guardando indietro penso che tutto questo sia stato un miracolo, il tempo ci era nemico, ce l’abbiamo fatta.

Ho incontrato i Milutinovic a Belgrado, Ospedale Majka I Dete, reparto di oncologia pediatrica, affollato come un parco giochi, tutto esaurito come un lido a ferragosto. Stanka magra come un chiodo, Zoran affannato con il suo cellulare, Kristina tranquilla, seduta sul suo letto, in corsia.

Li ho incontrati a tarda sera, siamo riusciti ad entrare in reparto solo grazie alla presenza di Padre Andrej, di fronte a questa bambina di Serbia non ho avuto parole, ricordo solo il suo sorriso mentre scartava la confezione della macchinetta digitale rosa che le abbiamo regalato. “Te la inviano gli Amici di Decani – le ho detto – devi fare molte foto quando sarai in Italia, vedrai, Roma è molto bella”

L’abbraccio di Zoran nel freddo del gennaio belgradese non credo di poterlo dimenticare mai.

La prima parte della storia è terminata. Il progetto “AIUTIAMO KRISTINA” si è degnamente concluso. Ora la parola spetta all’abilità dei medici ed alla compassione di nostro Signore.

In serbo hvala vuole dire grazie e sono infinite le persone che dovremmo ringraziare, lo staff di Dimitri presso l’ambasciata italiana a Pristina che ha lavorato sodo con umanità e dedizione, Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Michael Giffoni che ci onora della sua amicizia, gli amici di sempre, i monaci del Monastero che ci hanno sostenuto anche quando tutto questo sembrava una follia, Debora, Mari, Massimiliano e Matteo che si prenderanno cura di Kristina a Roma attendendola sin dal terminal di Fiumicino, la dott.ssa Francesca Gobbo dell’Associazione Bambini del Danubio, Paolo il nostro Presidente, che si è speso per aiutarci a capire, insieme a Padre Rasko di Trieste.

Chiudere positivamente un progetto ti dona sempre un sollievo, in questo caso, ci sono ancora tensioni e tanti interrogativi, perché grazie al cielo la storia continua, ed in primavera attendiamo con gioia le foto di Kristina.

Amici di Decani

Se vuoi restare aggiornato sulla vicenda di Kristina Milutinovic, invia una e-mail all’indirizzo amicididecani@gmail.com, scrivendo come oggetto AIUTIAMO KRISTINA, riceverai periodicamente notizie.

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