LOVE. Natale ortodosso a Dečani con il Presidente Tadić

Sacile, 12 gennaio 2012 12:49 – (BeLoveRevolution) – Con un C130 militare sono rientrati martedì i volontari di “Accendiamo la Speranza” dal quinto viaggio di solidarietà in Kosovo.
Il viaggio – coordinato con l’Associazione “Amici di Decani“, con la quale si è attivata oramai una fruttuosa collaborazione – ha permesso di approfondire la conoscenza di alcune tragiche situazioni di quotidiana indigenza vissute da molte comunità di serbi nella provincia serba autoproclamatasi repubblica nel 2008.
«E’ stata un’esperienza forte sotto molti aspetti: a partire dall’incontro con molte persone e famiglie veramente in difficoltà – ha dichiarato Fabio Franceschini di LOVE – e ancora: la sacralità del rito del Natale ortodosso vissuto insieme alla serenità e gioia trasmessa dai monaci del Monastero di Decani; gli incontri istituzionali, primo fra tutti quello con il Presidente Tadic (nella foto, ndr.); e le numerose sinergie che svilupperemo in futuro nella direzione di un aiuto concreto verso tutte le realtà che abbiamo incontrato».
La visita al Monastero di Decani del Presidente della Repubblica di Serbia Boris Tadic in occasione del Natale e senza alcuna velleità politica e stata accolta con proteste e lancio di pietre  da parte di attivisti del movimento albanese “Vetevendosje” (“Autodecisione”, ndr), estremista e violento. Gli estremisti hanno inoltre bloccato diversi pullman di pellegrini e scoraggiato molti altri a partecipare alla liturgia sacra celebrata dal Vescovo Teodosije. Gli stessi volontari di LOVE si sono ritrovati, dopo una giornata spesa nella visita delle famiglie povere dei vicini villaggi, in mezzo alla manifestazione dei violenti e, solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine, sono riusciti a raggiungere incolumi il monastero mentre la folla urlava “UÇK! UÇK!”.
«Il comportamento degli estremisti albanesi è stato violento e vergognoso – ha proseguito Franceschini – ma ancora più infame è stata la mancanza assoluta di presa di posizione e condanna delle violenze da parte di chicchessia  membro del cosiddetto “Governo” del Kosovo».
Il “governo” di Pristina ha infatti unicamente rilasciato una nota dove dichiara che non consentirà più l’ingresso in Kosovo al presidente Tadic, accusandolo di aver fatto dichiarazioni di natura politica nel corso della sua visita a Decani. Per tutta risposta è stato impedito oggi al “Ministro per la diaspora” kosovaro Ibrahim Makolli di raggiungere il sud della Serbia dove avrebbe dovuto incontrare domani il sindaco di Preševo, Ragmi Mustapha, e il Presidente Nazionale dell’Assemblea Albanese, Galip Beqiri.

 

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