Natale Solidale 2011. A Venezia un grande convegno di chiusura

CON LA PARTECIPAZIONE DEL PROF. MASSIMO CACCIARI, DEL GEN. ERRICO E DI PADRE SAVA, ABATE DEL MONASTERO DI DECANI, SI E’ SVOLTO IL CONVEGNO DI CHIUSURA DELLE INIZIATIVE PROMOSSE A SOSTEGNO DEL PROGETTO “ACCENDIAMO LA SPERANZA”

LOVE cap in Venice

Treviso, 20 dicembre 12:43 – (BeLoveRevolution) – Una cena di beneficenza al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Venezia e un incontro di alto profilo sull’importanza artistica, religiosa e storica del Kosovo e Metochia, sono stati la miglior conclusione per tutta la serie di iniziative che i volontari del progetto “Accendiamo la Speranza” hanno messo in campo nel mese di dicembre.

A partire dal 1° dicembre a Pordenone, infatti, i volontari del progetto a sostegno delle minoranze del Kosovo e Metochia hanno incontrato centinaia di persone in moltissime città d’Italia, raccontando i propri sforzi verso le comunità serbe della regione e sensibilizzando al fine della raccolta fondi per i numerosi progetti sul territorio.

Sava&Andrej

Le due serata conclusive, a Verona il 17 dicembre e Venezia il 18 dicembre, hanno visto la straordinaria e graditissima partecipazione di Padre Sava, Igumeno del Monastero di Visoki Dečani, e di Padre Kirjl e Padre Andrej, oramai grandi amici dei volontari del progetto.

«La cena di Verona rientra nella cornice del progetto ‘Accendiamo la Speranza’ – ci racconta Fabio Franceschini, responsabile di LOVE – Il progetto nasce nel 2009 con l’obiettivo di portare sostegno e aiuto concreto alle minoranze della regione del Kosovo e Metochia, profondamente colpite e ancora oggi vittime innocenti della guerra e dei bombardamenti NATO del 1999. Da allora sono stati compiuti ben quattro viaggi di solidarietà con l’intento di migliorare le condizioni di vita di alcune enclavi, in particolare a favore dell’ospedale di Silovo e della scuola elementare di Osojane».

Molti i soggetti e le associazioni che hanno aderito al progetto e la cui sostenibilità economica è garantita dai volontari stessi e per alcuni progetti specifici da alcuni enti pubblici.

«La cena di Venezia rientra in quest’ottica: raccontare quello che abbiamo fatto fino a oggi, condividere una bella serata e raccogliere qualche fondo per la costruzione di pozzi e l’acquisto di materiale medico per l’ospedale – continua Fabio Franceschini – Siamo inoltre veramente molto felici della presenza alla cena dell’Abate e dei due monaci provenienti dal monastero di Visoki Decani, un vero diamante d’arte e storia incastonato nella regione del Kosovo e Metochia».

Durante la serate sono stati proiettati video e foto degli scorsi viaggi di solidarietà e illustrato il programma di aiuti previsto per il 2012, sono inoltre stati promossi gli articoli artigianali, le icone ortodosse, il vino, la rakija e il formaggio prodotti nel monastero di Decani, come idea regalo alternativa e solidale.

Andrej&Kirjl

A Verona i monaci hanno avuto l’occasione per passeggiare tra le vie del centro della città durante un sabato affollatissimo. Piazza delle Erbe, le arche scaligere, via Mazzini e naturalmente l’Arena hanno fatto da sfondo alla visita straordinaria che i monaci hanno regalato alla città e preludio al successo della partecipata cena di beneficenza organizzata a Pescantina.

Il giorno successivo la giornata è proseguita nella splendida Venezia dove i monaci hanno tenuto una sacra funzione a San Giorgio dei Greci in mattinata e poi visitato la città, rallegrato anche da una gita in gondola.

Errico&Andrej

Alle 17:30 si è poi tenuto presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare un importante incontro sull’importanza storica, religiosa e artistica della regione del Kosovo e Metochia al quale hanno partecipato il prof. Massimo Cacciari, il Gen. Errico e Padre Sava, coordinati dalla regia esperta di Francesco Scarfì, animatore dell’Associazione “Amici di Decani”.

Il Gen. Errico ha raccontato in maniera particolareggiata gli sforzi compiuti dal contingente italiano durante il suo comando per il rispetto delle minoranze e la ricostruzione di alcuni siti distrutti dai pogrom anti-serbi del 2004. «Nessuno poteva immaginare simili accadimenti – ha affermato – Ci hanno colto completamente impreparati».

Errico&Cacciari

Il prof. Cacciari, legato al Kosovo anche da un viaggio compiuto 40 anni fa come studente, ha intrattenuto il folto e interessato pubblico sottolineando l’importanza delle opere della regione, non solo come espressione di un altissimo valore artistico ma anche come punto di congiunzione tra Oriente e Occidente.«In Kosovo non esiste un Governo – ha proseguito il professore – Se esistesse veramente, Padre Andrej potrebbe uscire tranquillamente dal Monastero per una pizza, senza timore per la sua incolumità, perchè il Governo garantirebbe per la sua libertà di movimento». 

Con un velo tristezza si è poi interrogato, rivolgendosi anche al pubblico, su a chi oggi in Europa interessasse comunque un’Europa fatta di arte e di Popoli, quando gli interessi sono sempre più locali ed egoistici.

«In poco meno di un anno abbiamo portato in Kosovo 30 ragazzi» ha risposto Fabio Franceschini «Per il prossimo viaggio di solidarietà che compieremo ad aprile 2012 abbiamo già la conferma di altri 20. Ecco: sono almeno 50 le persone a cui interessa. Innamorati e in cerca di un’Europa che non è quella degli spread, ma è quella dei popoli e della loro ricchezza di tradizioni, arte e storia».

S.E. Ana Hrustanovic, Ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia, impedita a partecipare per impegni istituzionali, ha inviato un gradito messaggio di saluto ai partecipanti. In sua vece, ma non solo, il Console Generale di Trieste, Momcilo Milovic, ha partecipato all’incontro con un breve intervento sull’attuale situazione politica nella regione.

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