I monaci di Dečani in Italia

E’ INIZIATO IN TOSCANA IL VIAGGIO DEI MONACI ORTODOSSI DI DECANI. IN PRIMO PIANO LA DIFFICILISSIMA SITUAZIONE DEL KOSOVO E METOCHIA

Padre Sava, abate del Monstero di Decani, siede ospite al Consiglio Comunale di Fucecchio

Montebelluna, 17 dicembre 07:43 -(BeLoveRevolution) – E’ iniziato dalla Toscana il lungo viaggio in diverse città d’Italia di una delegazione dei monaci ortodossi del Monastero di Visoki Dečani, in Kosovo e Metochia.

Il Monastero, un vero diamante di storia, arte e bellezza incastonato ai pendii delle montagne di Prokletije, nella parte occidentale della regione del Kosovo e Metochia, è ancora oggi costantemente protetto dall’Esercito Italiano.

La comunità dei trenta monaci che vive tra le mura del monastero – mura che hanno visto susseguirsi imperi, regni, repubbliche sovietiche e yugoslave e le brutture e aggressioni degli ultimi vent’anni – non possono allontanarsi dall’area sorvegliata dai militari senza timore per la propria incolumità.

«Questo incontro – ha spiegato il Sindaco di Fucecchio Claudio Toni – è l’occasione per portare all’attenzione dei media le difficoltà che sussistono nei paesi dove si è concluso un conflitto, come nel Kosovo. Nonostante la fine della guerra, la situazione sociale ed economica è molto instabile e continuano a crearsi situazioni di intolleranza e razzismo. L’intolleranza verso i cristiani è infatti ancora molto forte e i monaci del monastero di Decani vivono sotto la scorta del contingente italiano della K-For, le forze militari NATO che si trovano in Kosovo.» Conclude il Sindaco: «Lodevole è l’impegno dei militari italiani impegnati nel mantenimento della pace non solo in Kosovo ma nelle varie missioni di pace nel mondo. Importante è, inoltre, l’opera delle associazioni no-profit, come il Movimento Shalom, che intervengono in zone di guerra, portando beni di prima di necessità.»

Padre Sava ha ringraziato dell’ospitalità con la quale sono stati accolti dalla città di Fucecchio.
«La situazione post-bellica in Kosovo è ancora molto difficile – ha spiegato – e l’odio colpisce tutte le comunità del nostro paese, non solo quella cristiana. La maggior parte della popolazione è sfollata in Serbia durante il conflitto e chi è rimasto vive ancora nei campi profughi, con gravi difficoltà sia sociali che economiche, con la mancanza dei primari beni di sussistenza. I monaci di Decani, sia durante la guerra che dopo, hanno continuato ad aiutare ed accogliere la popolazione nel loro monastero, senza distinzioni di religione o etnia, e riescono, grazie a 6 mense, a fornire circa 2.000 pasti al giorno.»

La visita dei monaci proseguirà oggi a Verona e domani a Venezia con la visita delle città, una funzione solenne a Venezia, accompagnata da un “giro in gondola”, e due cene di beneficenza organizzate da LOVE che si terranno presso l’osteria “Il Vino” a Pescantina e presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare Italiana, presso l’Arsenale.

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