Kosovo. Dalla Russia aiuti per i serbi

MEDVEDEV ORGANIZZA DI PERSONA CONVOGLI PER I SERBI DEL KOSOVO MENTRE IN EUROPA SI DISCUTE DELLO STATUS DI CANDIDATO DELLA SERBIA

Sacile, 9 dicembre 7:58 -(BeLoveRevolution) –  Dopo la richiesta di massa della cittadinanza russa da parte dei serbi del Kosmet (Kosovo e Metochia), è iniziata qualche giorno fa una nuova e concreta azione da parte della Russia stessa a sostegno dei serbi stessi, segno evidente di un rapporto speciale tra i due popoli.

Su iniziativa dello stesso presidente Dmitry Medvedev, infatti, è partito da Mosca un convoglio con aiuti umanitari che il 12 dicembre giungerà a Kosovoska Mitrovica, città simbolo delle tensioni negli ultimi mesi, dove da luglio scorso prosegue la lotta tra le barricate per le linee amministrative di Jarine e Brniak, unica via commerciale e di collegamento con il paese d’origine senza doganieri albanesi.

Il convoglio porterà per i serbi kosovari generatori elettrici, coperte, generi alimentar, stoviglie, mobili da campo.

«La Russia non può concedere la cittadinanza russa ai serbi kosovari» ha dichiarato Nadezhda Arbatova, membro del Consiglio per la politica estera e difensiva russa. «Un simile passo potrebbe provocare dei gravi attriti nei rapporti tra la Russia e la Serbia stessa e l’Ue. Ma la Russia può sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla situazione in Kosovo. Soprattutto nel nord, dove prevale la popolazione serba»

Proprio oggi 9 dicembre, i capi di stato e di governo dell’Unione europea decideranno del futuro europeo della Serbia. Nell’opinione pubblica nazionale si parla sempre di più della “candidatura condizionata”: riprendere il dialogo tra Belgrado e Pristina. Contro si pronunciano i serbi kosovari che in caso di riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo diventerebbero una minoranza etnica di uno Stato albanese.

Alla vigilia della decisione del Consiglio dell’Unione Europea, il presidente della Serbia, Boris Tadic, ha rilevato che la Serbia ha adempito le condizioni per lo status di candidato per l’associazione all’Unione europea, e si merita pienamente questo. Ma anche se 24 membri hanno patteggiato per la Serbia, 3 paesi hanno insistito su determinate richieste legate al Kosovo e Metochia (tra cui spicca la Germania dell’Angela Merkel).

E’ altrettanto da considerare che l’adesione dei paesi dei Balcani all’Unione Europea terminerà probabilmente con la Croazia, e con il blocco della candidatura per gli altri paesi a causa della crisi economica – che è soprattutto politica – che la UE sta attraversando in questo periodo.

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