Accordo tra Serbia e Kosovo sul controllo dei confini

Il capo dei negoziatori serbi Borislav Stefanovic e l'albanese Edita Tahiri

Lucca, 3 dicembre 16:13 – (BeLoveRevolution) – Al termine di una maratona negoziale di tre giorni Belgrado e Pristina hanno raggiunto a Bruxelles un accordo per la gestione congiunta dei valichi di frontiera, uno dei punti più spinosi tra i due paesi, e uno degli ostacoli alla candidatura della Serbia all’adesione. Nelle speranze dei protagonisti l’accordo sarebbe infatti destinato ad allentare la forte tensione che regna da mesi nella regione e a rianimare al tempo stesso le speranze della Serbia per l’ottenimento dello status di paese candidato alla Ue nel vertice europeo del 9 dicembre prossimo.

L’intesa prevede una ‘gestione integrata’ dei posti di confine congiuntamente da parte di poliziotti e doganieri serbi e albanesi, sotto la supervisione di Eulex, e dovrebbe iniziare il 26 dicembre, anche se in realtà non è detto che la situazione lo permetterà. Da quando a luglio Pristina ha inviato i corpi speciali al nord, in un’atto unilaterale di provocazione, i serbi del nord protestano con barricate e blocchi stradali. I serbi infatti non riconoscono l’indipendenza del Kosovo e non accettano la presenza di una vera e propria frontiera interstatale con la Serbia, e a piu’ riprese i dimostranti sulle barricate si sono scontrati con i militari della Kfor e l’ultimo grave episodio è proprio avvenuto questa settimana, alla presenza anche dei volontari di “Accendiamo la Speranza“, con un bilancio di decine di feriti, compresi una trentina di soldati Nato tedeschi, che avevano utilizzato contro i dimostranti proiettili di gomma ad altezza uomo e gas urticante.

L’intesa dovrà essere ora esaminata e adottata dal parlamento serbo e sottoposta all’approvazione delle comunità serbe del nord del Kosovo, che decideranno sulla rimozione delle barricate, chiesta nei giorni scorsi anche dal presidente serbo Boris Tadic.

Borko Stefanovic, capo negoziatore serbo con il Kosovo, ha affermato che i poliziotti e doganieri albanesi avranno uno status di semplici ‘testimoni’ e nessun simbolo della cosiddetta ‘Repubblica del Kosovo’ sarà esibito. Robert Cooper, il facilitatore europeo per il dialogo tra Serbia e Kosovo, ha confermato: “Il contingente europeo è presente in tutti i posti di frontiera in accordo con il proprio mandato e continuerà ad esserlo con il nuovo accordo. Di fatto il confine non sarà presidiato da un solo lato, ma da entrambi permettendo l’affusso dalle due parti”.

Più o meno nelle stesse ore in cui giungeva la notizia del raggiunto accordo, la cancelliera tedesca Angela Merkel, affermava al Bundestag che Belgrado non era ancora pronta per lo status di paesecandidato, proprio a causa delle tensioni nel nord del Kosovo e Metochia e le violenze “portate a danno dei soldati tedeschi della NATO” … proprio quegli stessi soldati che pochi giorni prima avevano usato spray urticante, proiettili di gomma, idranti, scudi e manganelli e infine sparato in aria proiettili veri contro i cittadini serbi che dimostravano per la loro terra.

Per ottenere lo status di candidato  serve l’unanimita’ dei 27 paesi membri.

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