Kosovo e Metochia. Riaperto Jarinje.

Dunedin, 3 ottobre 11:29 – (BeLoveRevolution) – Dopo gli spari del contingente tedesco della NATO sui civili serbi dei giorni scorsi è stata riaperta al traffico la linea amministrativa di Jarinje, al nord della regione di Kosovo e Metochia.

La regione comunque non sembra aver raggiunta ancora alcuna stabilita o pace dal 26 luglio scorso, data nella quale il governo di Pristina decise unilateralmente di prendere possesso con la violenza delle squadre speciali “Rosu” dei punti di passaggio al nord, che lambivano in una situazione di stallo dal 2000. Nonostante la riapertura da parte della Kfor del passaggio, infatti, le strade sono ancora difatti inagibili a causa dei blocchi che i serbi ancora attuano sulla strada di accesso.

Gli incidenti dei giorni scorsi, nei quali alcuni serbi sono stati gravemente feriti da pallottole vere, non fanno altro che peggiorare la reputazione della Kfor e cementare il sospetto secondo il quale le loro azioni sono state, e rimangono tutt’ora, pesantemente filo albanesi. Belgrado ha richiesto all’ONU un’inchiesta precisa sulle responsabilità della sparatoria. “Vogliamo sapere chi ha ordinato di aprire il fuoco contro i civili” ha fatto sapere il capo della diplomazia serba Vuk Jeremic, dopo le consultazioni chiuse nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, dove la Russia ha esposto la proposta di Belgrado. Un’inchiesta che rappresenterebbe una vera mosca bianca nelle attività dell’ONU, che certo non brilla per indipendenza a autonomia di giudizio. Basti ricordare per esempio la relazione sul traffico d’organi realizzata da Dick Marty e che giace in qualche cassetto da più di un anno.

Kfor inoltre rifiuta il confronto e gli incontri con i responsabili delle municipalità serbe del nord, rendendo tutto più complicato e la situazione più incandescente, proprio il contrario di quella che dovrebbe essere la loro missione. Comportamento che non è affatto appoggiato o sostenuto da Belgrado: ” Qualsiasi scenario diverso dal dialogo e dai negoziati andrebbe nella direzione sbagliata, cosa che nessuno vuole, a cominciare dai serbi del Kosovo” ha detto alla tv statale serba Goran Bogdanovic, ministro serbo per le questioni del Kosovo e Metochia.

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